Stiamo addentrandoci in un argomento delicato: il materiale in cui poter realizzare un telaio. Delicato perché siamo sullo stesso piano della scelta del gruppo fra Shimano e Campagnolo: guerra di religione.

Un principio di fondo molto importante: un buon telaio può essere realizzato in acciaio, titanio, carbonio o alluminio senza problema alcuno.

Analizzare un materiale in assoluto ha poco senso, dire che l'acciaio è più elastico e comodo, l'alluminio più nervoso e rigido lascia un po' il tempo che trova (anche perché l'alluminio ha un modulo di rigidità pari a solo il 30% circa dell'acciaio!).

Si deve sempre considerare il contesto: cioè le geometrie del telaio stesso e le sezioni dei tubi. In tutti i materiali si possono realizzare telai adatti alle corse piuttosto che alle passeggiate, così come telai comodi piuttosto che molto nervosi.

L'acciaio è senz'altro il materiale più classico, praticamente l'unico per almeno l'80% della storia della bici. La tradizione telaistica italiana dei telai a congiunzione ha portato il nostro paese ai vertici dell'industria ciclistica mondiale.

I telai venivano saldobrasati: le tubazioni erano letteralmente incastrate nelle congiunzioni e legate tramite materiale d'apporto (tipicamente ottone) il cui punto di fusione è inferiore a quello dell'acciaio stesso.

Le congiunzioni dettano perciò i limiti per i diametri dei tubi (tradizionalmente orizzontale 25,4mm, verticale e obliquo 28,6mm) e gli angoli.

Tale limite è stato superato dalla saldatura TIG, con i primi pionieri degli anni '70 e un boom fra anni '80 e '90: i tubi sono saldati testa contro testa con questa tecnica che si è poi ampiamente diffusa con i telai in alluminio.

Viene meno la limitazione del diametro dei tubi e si inizia a lavorare sulle sezioni per dare al telaio le caratteristiche volute.

Oggi spesso e volentieri le tubazioni in alluminio non sono più semplici tubazioni tonde e la sezione, grazie a tecniche come l'idroformatura,  può variare anche nella lunghezza della tubazione stessa. A volte sono solo effetti estetici, ma un bravo telaista utilizza ciò a suo vantaggio per realizzare un buon telaio.

A questa piccola "rivoluzione" siamo arrivati anche grazie al proliferare dei telai in carbonio monoscocca, in cui le varie parti del telaio sono realizzate con l'utilizzo di stampi, per poi essere incollate fra loro. Abbiamo una maggiore libertà per forme e dimensioni, un peso inferiore ma la limitazione data dal processo produttivo che utilizza stampi costosi: è necessario ridurre il numero di misure per ogni telaio per non far schizzare i costi produttivi.

Il carbonio peraltro ha visto i suoi primi impieghi su telai a congiunzioni con tubi incollati (così come l'alluminio negli anni '70 e '80) e poi con tubi fasciati e incollati fra di loro, tecnica che viene tuttora usata nel realizzare telai artigianali