Per identificare la geometria di un telaio si utilizzano numerose variabili. Parlare di misura o taglia è forse riduttivo in tal senso: telai della stessa misura possono avere di fondo geometrie significativamente differenti.

Alcuni dei parametri che possono entrare in gioco sono:

  • altezza piantone (H e C/C in foto)
  • lunghezza orizzontale (L)
  • angolo del piantone (A)
  • angolo dello sterzo (A1)
  • lunghezza carro posteriore (L1)
  • altezza tubo sterzo (H1)
  • passo (distanza del punto di contatto a terra delle due ruote)
  • altezza movimento centrale da terra

Negli ultimi anni sono stati introdotti due parametri con cui si ha intenzione di meglio identificare una misura: stack e reach. Pur usati da alcune aziende, non hanno ancora preso definitivamente piede.

Lo stack è la distanza sul piano verticale della parte alla della serie sterzo al movimento centrale, mentre il reach è la distanza sul piano orizzontale delle due parti.

GLI STANDARD

Ormai parlare di standard ha poco senso, visto che... ce ne sono tantissimi!

Vediamo le varie misure che caratterizzano la bici, passo passo:

Le ruote e i mozzi

Bene, cominciamo molto bene... se fino a pochi anni fa c'erano pochi dubbi (sgancio rapido, battuta anteriore 100mm, battuta posteriore 130mm), oggigiorno siamo un po' più vari!

All'anteriore abbiamo una battuta da 100mm per i normali sganci rapidi (e ciò è vero da moltissimi decenni), così come sul perno passante (che può essere da 12 o da 15mm, il 20mm è limitato all'ambito di downhill e freeride). Sulle mtb ormai si sta affermando il sistema boost, con perno passante da 15mm e larghezza 110mm.

Al posteriore le cose sono cambiate più spesso, dal momento che con l'aumentare del numero di pignoni si è dovuti di conseguenza allargare il carro posteriore. Fino agli anni '60 con le ruote libere a 5 velocità la larghezza tipica 120mm, così come sulle bici da pista (sulle quali è immutata tuttora), portata a 126mm duranti gli anni '70. Con l'avvento degli anni '80 sono arrivate le 7 e le 8 velocità, nonché i 130mm di battuta rimasti a lungo uno standard che sembrava affermato... e oggi in "decadenza"!

La comparsa del disco ha portato la larghezza a 135mm come sulle mtb, quella dei perni passanti al 142mm posteriore con perno da 12mm. Sulle mountain-bike il 135mm è usato sia a sgancio rapido sia più raramente a perno passante, mentre il 142 perno passante è stato recentemente affiancato dal boost 12x148. E il superboost 12x157 è già in commercio da un po'... senza contare che sicuramente ci saranno sorprese in pochi anni!

La forcella

Su questo componente sembra essersi un po' acquietata la ricerca verso nuove soluzioni tecniche: da qualche anno siamo "fermi" al sistema cosiddetto conico in quanto abbiamo un diametro inferiore maggiorato rispetto al superiore (1" 1/2 sotto e 1" 1/8 sopra). Se però andiamo a guardare le varie misure dei cuscinetti... beh, io faccio finta di nulla, vi faccio tanti auguri e vi rimando a Google.

Fin dai primordi della bici il sistema con canotto forcella da 1" filettato, a cui fu affiancata qualche alternativa sulle mtb solo negli anni '80, con canotti da 1" 1/8, 1" 1/4 e anche da 1" 1/2 filettati.

La vera rivoluzione è stata segnata negli anni '90 con l'affermarsi delle serie sterzo aheadset, prive di filettatura, in cui l'attacco manubrio si fissa all'esterno del canotto della forcella (e non più all'interno tramite expander). Quasi subito i tubi forcella sono passati da 1" a 1" 1/8, fino al recente affermarsi del conico (con qualche caso di canotti da 1" 1/4 che tuttavia richiedono attacchi dedicati).

Il reggisella

Su questa misura abbiamo sempre avuto la variabilità più assoluta, per cui le ultime innovazioni non ci hanno certo sconvolto. Misure comuni (non intercambiabili!!) da 0,2mm di scarto fra l'una e l'altra, da 25mm a 27,2mm per i telai classici, arrivando fino al 32,4mm.

Intorno al 2010 la misura da 31,6mm si era imposta quasi universalmente, con poche eccezioni a 30,9mm e qualche ricordo a 27,2mm (misura dei vecchi telai in acciaio top di gamma): negli ultimi anni questa misura è diventata padrona assoluta del mercato in un gioco di corsi e ricorsi storici.

Il mondo dei reggisella aerodinamici è dominato dai custom e in questi casi il binomio telaio-reggisella è quanto mai indissolubile, così come nella meteora (fortunatamente ormai esaurita, per la gioia di ciclisti che devono rivendere e comprare un telaio, nonché dei meccanici) dei reggisella integrati

Il movimento centrale

Troppe emozioni sull'argomento, scusate ma stasera non ce la faccio! Stiamo aprendo un capitolo che "La storia infinita" è cosa di due righe